News ed eventi
News ed eventi

Nuova Direttiva Europea per Energie Rinnovabili. Un passo avanti?

Finalmente un passo avanti per la nuova Direttiva europea sull’energia rinnovabile

La commissione Industria, ricerca ed energia (Itre) del Parlamento europeo ha confermato l’accordo con gli Stati membri sulla revisione della direttiva sull’energia rinnovabile (Red). Il testo dovrà essere ora approvato dal Parlamento europeo nella sessione plenaria di settembre.

La revisione della direttiva rinnovabili è punto chiave del pacchetto sul clima Fit for 55, presentato a luglio 2021 dalla Commissione europea: una tabella di marcia per abbattere le emissioni del 55 per cento entro il 2030 (rispetto al 1990). L’accordo è stato convalidato dai rappresentanti dei 27 Stati membri solo lo scorso 19 giugno, dopo un mese di stallo al Consiglio Ue a causa delle pressioni francesi per il riconoscimento dell’energia nucleare nei target rinnovabili. I governi hanno dato il via libera dopo un nuovo compromesso sugli impianti di ammoniaca per accontentare la controparte francese. Quindi è stato possibile calendarizzare il voto anche in Parlamento, che ha accolto la richiesta dei governi di modificare il testo di compromesso

L’accordo sulla revisione era stato raggiunto il 30 marzo da Parlamento e Consiglio per alzare l’obiettivo vincolante di quota di rinnovabili fino al 42,5 per cento entro il 2030, dall’attuale 32 per cento previsto dalla direttiva del 2018. Stati e Parlamento Ue hanno raggiunto con fatica un accordo, divisi proprio sul riconoscimento dell’idrogeno prodotto da energia nucleare, come da richiesta francese. L’intesa è stata raggiunta con un compromesso che prevede che le industrie aumentino l’uso di energie rinnovabili dell’1,6 per cento all’anno, con una quota del 42 per cento dell’idrogeno che utilizza fonti rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) da raggiungere entro il 2030 e il 60 per cento entro il 2035. L’intesa prevede che gli Stati membri possano approfittare di uno “sconto” del 20 % sul contributo dell’idrogeno rinnovabile nel settore industriale attraverso l’idrogeno prodotto dall’energia nucleare rispettando determinate condizioni.

 

Nel considerando in questione (22ab) che ha permesso il via libera in Consiglio si legge la necessità di riconoscere che “alcuni impianti integrati di produzione di ammoniaca esistenti potrebbero trovarsi di fronte a sfide specifiche poste dalla sostituzione dell’idrogeno” e dunque la “necessaria ricostruzione di tali impianti richiederà importanti sforzi da parte degli Stati membri, a seconda delle specifiche circostanze nazionali e della struttura dell’approvvigionamento energetico”. Vista la modifica apportata al testo, la presidenza del Consiglio Ue ha poi inviato al presidente della commissione Itre Cristian-Silviu Bușoi la richiesta di programmare il voto in commissione parlamentare, fissato il 28 giugno.

Fonte: Eunews.it